78.
Evan si carica degli otri e delle ghirbe, e porta con sé persino una brocca di rame. Lo osservi mentre zompetta via seguendo il corso del fiume, sparendo a valle. Sei certo che tornerà presto con l’acqua di cui avete bisogno.
La Strega invece russa debolmente stringendosi tra alcune radici nodose. Il letto di foglie su cui riposa ti sembra improvvisamente molto accogliente e comodo, segno del fatto che devi essere molto stanco. In effetti, da quando avete lasciato Corona, la sede vescovile, avete camminato in direzione di Sant’Eraldo senza mai fermarvi. Nemmeno per consumare quel poco di provviste che vi siete procurati prima di lasciare il paese.
Fai fare alla sua catena un giro attorno al tronco dell’albero (meglio essere sicuri) e riprometti a te stesso che non appena Evan Tornerà con l’acqua, ti andrai a coricare anche tu… e sei certo che ti addormenterai di sasso.
Invero trascorre diverso tempo.
Quando stai per cedere al sonno, Evan ricompare carico di Otri, gonfi di acqua, e si avvicina a Cedar per agganciarli alla sua sella. Porge una brocca d’acqua al tuo destriero, che si abbevera volentieri. Sembra tranquillo.
«Tutto bene?» Gli chiedi.
«Certo signore… tutto bene. C’è una piana rocciosa qualche passo più a valle, dove le acque del torrente scorrono placide. Ho riempito gli otri e sono tornato il prima possibile. Ma devo ammettere che la risalita è stata un po’ più difficoltosa. Inoltre…»
«Cosa?» Lo incalzi.
«Mi è sembrato di essere osservato.» Ti confessa, preoccupato.
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E infatti… ▶︎ 49
49.
Tre figure minacciose emergono dal fitto sottobosco, avanzando finché la luce della luna non rischiara i loro volti.
Uno di loro è un omaccione corpulento e calvo, con una folta barba nera. È alto due spanne più di te, ad occhio e croce, e sul corpo robusto e imponente indossa una tunica di pelle che ti ricorda il grembiule grezzo dei ferraioli di paese.
«Appoggiate le armi a terra e non vi sarà fatto del male.» Tuona, con voce rauca e baritonale.
Dietro di lui noti un arciere con l’arco già teso e la freccia puntata contro di te. Un cappuccio gli copre il volto ma la tunica di lino è molto scollata e intravedi una collana di ossa di coniglio che gli pende sul petto villoso. Sei abbastanza sicuro che, nonostante la vicinanza, con quell’arco non riuscirebbe a perforare la tua armatura… ma sarebbe pericoloso rischiare.
La terza figura è una dama vestita di bianco e di nero, con un mantello pesante che ne avvolge l’intera esile figura. Il suo collo è fasciato fin sopra la gola, come è consueto che facciano le monache. Hai notato lo scintillio di un paio di lame, sotto quella stoffa, ma non ne sei certo. Bionde ciocche pendono fuori dal cappuccio. Resta in silenzio dietro l’omaccione.
«E voi chi cazzo siete?» Esclama la Strega.
«Io sono Guglielmo da Rocca Grande, ma mi chiamano tutti Rogar. Lei è Sorella Benedetta… ma voi potete chiamarla Benedetta…»
«Meglio ancora: evitate proprio di rivolgervi a me.» Interviene la donna, poi con un cenno passa di nuovo la parola a Rogar.
«E quello alle mie spalle con la freccia incoccata e la benda su un occhio è Buc, abbreviazione di “Bucaniere” credo, perché con quella benda sembra… non so… un pirata… immagino sia così, no?»
Buc fa un passo avanti, abbassando l’arco.
«Cosa cazzo gliene frega di come mi chiamo, Rogar? Non siamo qui per fare conversazione. Portiamo la Strega da Trizia e sbarazziamoci degli altri!»
Rogar scuote la testa, anche se non sembra seccato di essere stato rimproverato così aspramente.
«Vorrei anche io torcere il collo a questi damerini, Buc… ma c’è una signora presente, e poi lo sai: non ammazziamo nessuno finché non lo decide la Dama del Lago. Potrebbero esserci utili, all’accampamento.»
«Siete dei briganti?» Chiedi, non appena Rogar si azzitta.
«Siamo dei giustizieri!» Ti risponde Buc, quasi urlando e tendendo di nuovo l’arco verso di te. Essere chiamato “brigante” lo ha infastidito.
«Benedetta, prendi il cavallo. Io lego questi tre.» Ordina Rogar.
«Ma la roba nelle selle la si spartisce in parti uguali!» Borbotta Buc, accorgendosi che Cedar è carico di sacche e borse da viaggio.
«A me sembrate dei briganti.» Mormora Ardea, sputando a terra.
«Ascoltate, – dici, cercando di mantenere un tono calmo nonostante la situazione sia molto tesa, – io sono un Cavaliere dell’ordine Ambra, come potete vedere dagli stemmi sui miei spallacci e sulla sella del mio destriero. Per estensione, sono io stesso proprietà del Vescovo-Conte D’Ambroise e lo è anche il mio cavallo, il mio equipaggiamento e anche quella prigioniera, che sto scortando a Sant’Eraldo affinché sia giudicata dalla Santa Inquisizione…»
Benedetta scioglie le briglie di Cedar, quindi monta in sella e solo allora si volta verso di te, rispondendoti laconica:
«Lo sappiamo chi sei, sappiamo chi è il Vescovo-Conte e sappiamo persino chi è lei… la Strega di Lombrosa! – Si fa il segno del sacrificio. – Quella che stavano cercando a San Clemente stamane. Trizia vuole parlarle. Le ho detto che è una pessima idea, che quella peccatrice non le causerà che problemi… ma non mi ha ascoltata.»
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Tenti di far leva sulla fede di Benedetta per cercare di convincere i ladri a lasciarvi in pace. ▶︎ 58
Preferisci invece far leva sulla loro paura per la Strega, sperando che siano abbastanza superstiziosi. ▶︎ 64
Non pensi di poterli convincere a parole: non resta che sfoderare la spada e invitarli a farsi avanti e combattere. ▶︎ 79