Non-italian readers: this is a short novel, I wrote it in Italian so I'm posting it in Italian. Please use an automatic translator to convert the text in another language! It's easy: select the text, click on the right button and then "translate"! «Quante sciocchezze!» Esclami, alzandoti in piedi.
72.
Forse quello che racconta Ardea non corrisponde alla realtà, ma in cuor tuo vorresti crederci. Preferiresti di gran lunga una realtà in cui gli spiriti aleggiano tra i cespugli dei boschi, piuttosto che una in cui le lucciole si sono destate in anticipo per un’improvvisa ondata di caldo.
«Sono pericolosi?»
«Cosa?» Ti domanda lei, voltandosi. La luce della luna le rischiara il volto. La ciocca di capelli sulla fronte si sconta, lasciando intravedere il tatuaggio dei tre chiodi sul sopracciglio sinistro.
«Gli spiriti. Sono appena al di là del torrente.»
Lei scuote la testa.
«No, non possono raggiungerci. Ci sono degli ostacoli che le anime inquiete non possono attraversare, come una linea disegnata con il sale o delle sbarre di ferro puro. L’acqua corrente è una di queste… Siamo al sicuro, su questa sponda del fiume.»
Aumenta di un punto il tuo Sentiero del Misticismo.
Mentre parla di queste cose, i suoi occhi sembrano brillare di una luce diversa, come se le piacesse davvero condividere con te certe antiche conoscenze. Non puoi che soffermarti ad osservare il suo naso piccolo, quasi inesistente, e le sue labbra rosa: sono le uniche due zone prive di sporco e di graffi in tutto il suo volto; gli zigomi sono arrossati dal sole, i capelli appiccicati dal fango e dalla polvere. Il collo poi è striato da lerciume e da lunghe abrasioni, come se avessero tentato di strangolarla o di impiccarla con una corda. Non capisci quanto devono essere vecchie quelle ferite.
Scendi con lo sguardo sulla spalla scoperta, anch’essa arrossata dal sole. Tuttavia la pelle in quel punto è priva di tatuaggi e di ematomi. A giudicare da quella spalla nuda, la Strega deve essere davvero molto giovane, forse ancora più giovane di quel che pensavi ad un primo sguardo.
«Cosa guardi?» Ringhia lei, stringendosi il saio addosso, quando si accorge che la stai scrutando. Nel goffo tentativo di tirarsi su il saio per coprire la spalla scopre i tatuaggi sulle gambe, laddove oltre a quelli noti anche parecchie cicatrici e diversi lividi che nonostante siano ingialliti faticano a svanire.
Anche la pelle sui suoi polpacci e sulle caviglie è arrossata: forse durante la marcia, laddove quelle vesti malconce le lasciavano le gambe scoperte, il sole l’ha ustionata. Infine i suoi piedi: sono lerci e ricoperti di sangue incrostato. Evan l’aveva già notato, con riserbo ti aveva confidato che avrebbe voluto prenderle delle scarpe, ma poi gliene è mancata l’occasione.
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Ti avvicini a lei. ▶︎ 50
Mantieni le distanze con la prigioniera. ▶︎ 61