50.
Ardea appoggia la testa sulla tua spalla e chiude gli occhi. La giornata è stata fin troppo calda, forse per questo la notte ti sembra piacevolmente fresca. I fuochi fatui danzano tra gli alberi al di là del fiume grigio, nel silenzio della notte, mentre la luna fa scintillare l’acqua.
Aumenta di un punto il livello della tua relazione con Ardea.
La Strega si addormenta velocemente. Aspetti ancora un po’, poi, cercando di non svegliarla, la sollevi tra le braccia e la deponi al limitare della boscaglia, sull’erba, nei pressi di un albero. È leggera come una piuma, o meglio come un sacco di sole ossa. Una volta a terra, Ardea si rigira nel fogliame e cerca di coprirsi con i pochi stracci che ha addosso, senza riuscirci. Ti sovviene che in una delle sacche dovresti avere delle coperte. Stai per andare a prenderne una quando Evan emerge prontamente dal sottobosco con una coperta in mano e te la porge.
«Ne ho una in più.» Ti dice, sottovoce.
Lo ringrazi con un cenno del capo e la stendi sulla prigioniera.
«Lei sta bene, Signore? …non volevo disturbarvi, vi ho visti parlare e mi sono allontanato… a fare un bisogno.» Ti confessa. Deve essere rimasto in disparte per ben più del tempo di un bisogno, ma apprezzi che abbia inventato una scusa.
«C’è da prendere un po’ d’acqua, Evan. Ma qui di fronte il torrente è troppo impetuoso e la sponda troppo ripida. Forse il corso d’acqua rallenta un po’ a valle, ma non so quanto ci sia da camminare…»
«Se vuole posso andare io.» Si propone lo scudiero.
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«No, vado io.» Dici a Evan, raccogliendo i recipienti. ▶︎ 67
«Va bene, ma non allontanarti troppo.» Dici a Evan. ▶︎ 78